Recensioni

7.4

Un nuovo progetto per Fabio Orsi in  uscita per l’etichetta Sentient Recognition Archive, dalle interessanti premesse in pubblicazioni parliamo di nomi quali ThrouRoof, Machinefabrieck e Daniel Clough ma non solo.

Propensioni ambient care all’artista che in 35 minuti ed una sola traccia si fanno portavoce di un pensiero comune alla label e ai progetti in catalogo cioè la ricerca e lo studio di quel ramo della scienza che tratta le ”sensazioni sonore”.

Sensazioni che l’artista sa gestire abilmente in The Wild Light of The Moon attraverso una costituita dimensione di spazialità sonora voluta fin dai primi minuti, a cui difficilmente fanno capolino i primi piani onde permettere un’organica fluidità fondale che trasporta ed impronta l’ascolto tra circolarità in drones, loop ridondanti e rotture stratificate.

Un’articolazione composita che superati i quindici minuti si veste di sintetiche entità elettriche organizzate e rimaneggiate quasi a evidenziarne l’assolutezza.Un’assolutezza che riacquista trasparenza nelle spogliate vesta dei diciotto minuti trascinando il suono verso luoghi lontani ma lasciandolo libero di riverberare nelle nostalgie associate in detriti e dissolvenze.

Applicate abilità di forma e potenzialità sonore fanno da padrone a confermare anche questa volta l’acutezza composita dell’artista.

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