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Existence / Resistance è il quarto lavoro del musicista riminese Fabio Mina. Scritto a quattro mani con il produttore Manuel Volpe (Massimo Silverio, Rhabdomantic Orchestra), l’album nasce da una intensa ricerca tanto sul flauto – strumento/corpo di Mina – quanto sull’improvvisazione che diviene scrittura ispirata dalle suggestioni del vento. Ad un livello più profondo Existence / Resistance può essere letta come una riflessione sulla libertà dell’uomo e sul suo rapporto con la natura e la società in cui “resistere” diventa esercizio quotidiano contro le correnti ostili, quel un vento opposto e ostinato impersonificato nell’album dalle voci di due nativi americani che combattono ogni giorno per sopravvivere. L’eleganza con cui Mina approfondisce texture e sfumature dello strumento – troppo spesso dimenticato – regala al suono una forza primigenia e vivida.
L’idea del titolo dell’album nasce dalle parole di Ski Um Talx, giovane artista e attivista di origini Hopi. In un’intervista racconta di come il suo “esistere” sia legato alla resistenza messa in atto ogni giorno dalla sua famiglia e di come questo concetto sia impresso nel significato del suo nome. Il tono della sua voce, la sua forza, quella voglia di essere, sono la spina dorsale della traccia che porta il suo nome, ma è stata anche linfa vitale durante tutta la creazione di questo lavoro.
L’approccio del riminese nei confronti dello strumento è unico e si muove sicuro tra improvvisazione, elettronica downtempo, ambient, trip hop e world music: da sempre la musica di Fabio Mina trascende stili e generi abbracciando agilmente folk, elettronica, ambient, trip hop, post rock e world music in cui la ricerca di un confine sfocato tra statico e dinamico, tra pieno e vuoto, si fa manifesto e celebrazione di libertà. Se con Existence / Resistance si voleva fare luce sul potere ancestrale del flauto, dando vita a un album che ne utilizza suoni, rumori e tecniche, allora l’obiettivo è stato centrato in pieno: i brani del disco permettono inoltre di scoprire il dialogo duttile e sensuale fra il flauto e gli strumenti elettronici come un sampler – che esegue loop e campioni creati con il flauto stesso -, pedali per manipolare il materiale acustico e sintetizzatori mentre Volpe aggiunge tocchi lucenti di synth e drum machine. Il lavoro finale è il risultato di due sessioni in studio, tra composizione e improvvisazione, che si sono svolte a febbraio e maggio 2024 presso il Rubedo Recordings di Torino, laboratorio in cui opera sapientemente Volpe.
Mina, che in passato ha collaborato con artisti del calibro di Markus Stockhausen, Kudsi Erguner, Fabrizio Ottaviucci, Cristiano De Andrè, Vinicio Capossela, Rhabdomantic Orchestra, Marco Zanotti e Geir Sundstøl, si diverte nel sovvertire tutti i cliché dello strumento e con Existence / Resistance sembra dar vita a un vero e proprio manifesto artistico e personale. Il suo approccio iper performativo al flauto si fonda su una profonda conoscenza dello strumento unita ad una ricerca sonora che lo ha condotto da diversi anni ad esplorare le sue possibilità acustiche e l’espansione timbrica attraverso l’utilizzo di pedali, effetti, sintetizzatori e campionatori con l’obiettivo di restituire un’immagine del flauto lontana da cliché e formalismi. Dal dinamismo primitivo di Calima all’eterea sospensione di Sento, i dieci brani dell’album godono di una fisionomia morbida in cui Fabio Mina gioca con coraggio per entrare nel suono del mondo, e apprezzare il rischio della riconquistata dignità di uno strumento fantasma, qui finalmente innalzato a sontuoso e principesco protagonista.
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