Recensioni

7.3

Di nuovo sul proscenio con il consueto carico di livore, Carla Bozulich produce il suo terzo lavoro in quel di Montreal. Un disco che ruota intorno all’ormai canonico standard a base di romanze blues fatte d’archi e d’apocalisse funzionando un po’ come sintesi perfetta tra tutti i suoi lavori prodotti fin’ora. La vera verità di Evangelista parte III è la discesa inarrestabile negli inferi, sia pure con una smaliziato sfoggio di maniera. In questo senso Prince Of Truth ti da esattamente quello che ti aspetti, ma quello che perde in sorpresa, lo acquista in disegno di insieme e in compiutezza. Dopo pochi ascolti, il sospetto che questo possa essere preso come il lavoro definitivo della Bozulich in versione Evangelista non smette di tormentarci, più o meno nella stessa maniera con cui la plumbea nuvola d’archi d’umor di tenebra introduce il disco al suono di The Slayer.

Sulla produzione del disco, quello che è dato di sapere è che Carla per colpa di un’infezione alla gola presto tramutatasi in polmonite, è costretta ad abbandonare le primissime sessions all’Hotel2Tango con il resto della band impegnata a terminare da sola le parti strumentali. Solo in un secondo momento arriva il suo intervento, con un abile metodo di taglia e cuci messo in atto grazie al supporto della fidata Tara Burnes. Si spiega cosi forse l’intervento vocale quasi estraneo o meglio quel taglio salmodiante di chi ragiona su un mondo che non gli appartiene più. Stavolta il recitato di Carla sa di radiodramma, di registrazioni sopravvissute a chissà quale catastrofe. Nelle sue parole c’è una freddezza terribile che stride con il furore tragico dei passati dischi.  La tempera in cui sono intinti i brani è comunque la più nera che è data di ascoltare di questi tempi.

Gli umori thriller di The Slayer si stemperano nell’arietta post orchestrale di Tremble Dragonfly per poi diventare il fantasma di un country ormai diventato un ricordo preistorico in I Lay There in Front Of Me Covered in Ice. Fin’anche le cadenze jazz nella terra di mezzo composta da Iris Did’nt Spell e Crack Teeth non riscaldano, semmai gettano un’ombra di fatalismo ulteriore prima della apocalisse finale di On The Captain’s Side. La quint’essenza della Bozulich. Più nero di così c’è solo la morte.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette