Recensioni

Loro calcano da quindici anni i palchi italiani proponendo un folk-punk urticante e nomade, multilingue – dilaletto compreso – e danzereccio; lui è una figura di spicco dell’underground statunitense, banjoista e chitarrista d’avanguardia influenzato dal free e già collaboratore di John Zorn, Violent Femmes, Jello Biafra, Camper Van Bethoven. Insieme hanno suonato durante un breve tour all’inizio del 2010 e The Great Prova è il risultato di questa collaborazione.
Registrato in presa diretta il ventisette febbraio, il disco ha il pregio di andare oltre le solite schermaglie folk, e se da un lato media come da copione tra balcani, ritmi in levare e regionalismi, dall’altro può fregiarsi di una freschezza inedita garantita dal repertorio scelto – i brani di entrambi –, da certe iniezioni di rockabilly e country slabbrato (Ollie’s Playhouse) e in generale da un’attitudine sperimentale quantomeno anomala per questi lidi. Insomma, si balla ma si apprezzano anche gli spigoli rumorosi di Why Kids Go To School, i banjo briosi di The Old Piano e Down The Drain, i Primus virati Messico di Women Against Pornography. Tanto che per una volta quasi ci si dimentica che si tratta di un disco live.
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