Recensioni
Etienne De Crécy
My Contribution To The Global Warming
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Marco Braggion
- 22 Maggio 2012

De Crécy è l’anima del divertimento disco del french touch. Insieme a Philippe Zdar fa uscire nel 1992 Pansoul, disco di una band/progetto/one shot (i Motorbass) che sarà fondamentale per tutti i gruppi a seguire, compresi i Daft Punk, anche se al tempo non viene considerato con i giusti onori. Dopo il botto si inventa altri nomi e altre identità, tra cui la più venduta sarà la compilation Super Discount e la produzione del primo disco di Alex Latrobe, meglio conosciuto come Alex Gopher.
Oggi Etienne torna con un mostruoso quintuplo disco nel quale raccoglie l’essenza (anche qui solo un pezzo – Les Ondes – dei Motorbass, peccato) del suono francese da club: filtraggio, ricordi dancey, stile chic, affinità con il jazz e con la spocchiosità da rive gauche che nei St Germain ha trovato poi sfogo e successo mainstream. Se il primo disco raccoglie l’essenza del suono decrecyano (si chiama infatti Essentials) e non può mancare ai dance maniaci per ricordare la parabola del personaggione (una su tutte Am I Wrong?), gli altri quattro sono un catalogo incompleto di b-sides e di remix per altri amici (tra gli altri Air, Cut Copy, Mylo, WhoMadeWho, Mehdi e Kraftwerk).
Piacevolissimo all’ascolto, il tributo si mantiene su un livello alto quando prende dalle parentesi più ispirate (il già citato Super Discount e l’esordio in solitaria Tempovision del 2000), ma cade nei rimasugli stereotipati di un presente senza mordente, cristallizzato da un passato eccellente. Raccoltone consigliato quindi a chi non ha vissuto quei fantastici anni Novanta, o a chi debba fare un doveroso ripasso dei padrini del f-touch. Per chi sa cosa vuol dire 'essere-De-Crécy', potrebbe esserci qualche sorpresa in negativo, soprattutto per quanto riguarda le ultime produzioni.
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