Recensioni
Erik Friedlander
Fifty: 50 Miniatures For Improvising Quintet
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Stefano Solventi
- 15 Dicembre 2010

Noto per la sua collaborazione con John Zorn, il violoncellista Erik Friedlander è un nome di punta della scena avant-jazz newyorkese. Questo Fifty: 50 Miniatures For Improvising Quintet è frutto di un lavoro originariamente commissionatogli dal San Francisco Contemporary Jewish Museum. Ispirato ai 49 giorni di meditazione imposti da Mosé al popolo d'Israele affinché potesse degnamente ricevere – nel cinquantesimo giorno – le tavole dei Dieci Comandamenti, mette in fila una scaletta di 50 mini-composizioni organizzate in sette tracce o sezioni (le "settimane").
Ad interpretarle è chiamato un quintetto (violino, pianoforte, percussioni, contrabbasso e ovviamente violoncello) votato tanto alla frenesia impro che ad un romanticismo pensoso, con immancabile retrogusto klezmer ad insaporire la portata. Presentata così, è lecito attendersi una roba da post-nerd micragnosi e filo-sionisti, invece – detto che tali categorie potrebbero effettivamente apprezzare – è un disco effettivamente ispirato e a tratti geniale, la cui programmatica frammentarietà va a ricomporsi in un discorso sia estetico che poetico coeso, unificato da un filo rosso di pensosa passione, perciò capace di intrigare senza soluzione di continuità.
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