Recensioni

Appena arrivato tra gli scaffali di Materiali Sonori, questa produzione Independent Recordings a firma Ensamble Kafka di più di un anno fa, nuova creazione del poliedrico Steven Brown, fa il punto sugli ultimi 10 anni dell’autore. Chiaro l’indirizzo, a partire dallo split estemporaneo con Banda Mije al Cumbre Tajin nel 2008, festival culturale che da un quindicennio si tiene nello stato di Veracruz, fino alla fondazione dei Nine Rain, line up che ravviva le radici centroamericane con istanze jazz.
A portare acqua al mulino dell’Ensamble, scavando in questo percorso a ritroso, sono da menzionare due commissioni cinematografiche: la prima appunto come Nine Rain, Que viva Mexico, sonorizzazione della pellicola incompiuta di Ejzenstejn, e la seconda, forse meno pretestuosa, El Informe Toledo, soundtrack del documentario basato sulle quindici incisioni che l’artista Francisco Toledo ha realizzato ispirandosi al racconto di Kafka, Relazione per un’accademia. Tutta colpa del trasferimento di Steven in Messico e per la precisione a Oaxaca, città che ha visto vacillare il suo già precario stato di salute intorno al 2006, con la popolazione in rivolta contro uno Stato indeciso sulle prospettive da dare alla sua economia.
Ensamble Kafka potrebbe essere visto come un lavoro deputato a raccattare cocci sociali, per riprendere la strada vecchia ma pur sempre funzionale. Siamo lontani dalle belle notti stellate belghe dei primi Tuxedomoon, eppure echi di lontano sferruzzano come carta velina bruciata (El Cangrejo) a testimonianza di quegli anni, con variazioni sul tema e registri che sono tipici. Scaturigine di non particolari assoli, perlopiù incisi o motti (Frevo, Mediu Xiga), un racconto che sa inerpicarsi comunque su riprese e sviluppi morbidi fatti di minute e abbellimenti swing (Equis 2, Viene La Tormenta).
Alcuni di questi brani sono il parto di quella crossmedialità che segna Brown fin dalla sua nascita artistica, perchè nati per lo spettacolo pirotecnico all’interno del festival artistico Alumbre, sempre ad Oaxaca. A questo punto sarebbe interessante un Brown in versione totalmente global, per poi piangere degli anni passati a fare la spola fra San Francisco e Bruxelles. Sarebbe il segno di una abilità di adattamento mista ad un livello accettabile di egocentrismo che pochi riuscirebbero ad utilizzare per un proprio tornaconto. A dire il vero ne gioverebbe la musica in tutte le sue parti.
Amazon
