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«Chi è il Gusmini? La risposta più semplice è: una specie di alter ego del suo creatore, Enrico Ruggeri Zambaiti. Ma una risposta più complessa potrebbe essere: una specie di alter ego di tu che leggi e osservi i disegni di un mondo distopico, aspro e ostile, abitato da quest’uomo (ma è un uomo il Gusmini?) che ha perso un pezzo della sua testa. Un’(ir)realtà dove trovano casa la radicalità di ciò che è profondamente Altro e l’inevitabile straniamento che ne consegue».
È con queste parole che Luca Barachetti, sodale di Enrico Ruggeri Zambaiti nel duo Barachetti / Ruggeri (se non lo avete mai ascoltato, recuperate il bellissimo album del 2016, White Out), presenta il nuovo libro del collega. Che solo libro, a dire il vero, non è. Trattasi infatti di una sorta di opera multimediale che somma immagini, testi e un vero e proprio album composto da dieci brani destinati ad accompagnare una immersione temporanea in un mondo in cui la razionalità lascia il posto all’illogico, se non proprio all’impossibile.
Un luogo inquietante, quello tratteggiato dall’artista bergamasco, perfettamente asettico ma al tempo stesso pienamente onirico. E infatti le opere digitali di Ruggeri Zambaiti sembrano una versione poligonale e “patternizzata” delle tele in bilico tra sogno e memoria di Salvador Dalì. Gli “orologi molli” del pittore spagnolo diventano nelle pagine di questo libro minacciosi coni e sfere tridimensionali sospesi in scenari desertici, scogliere e distese di ghiaccio, ambienti definiti da linee prevalentemente curve ripetute fino allo sfinimento su cui incombe un cielo accarezzato da montagne stilizzate e percorso da soli neri e nuovi pianeti. Ad ogni immagine viene assegnato un testo, che rappresenta la non-storia di alcuni personaggi richiamati lungo tutta la narrazione e che non ha una funzione strettamente esplicativa o descrittiva. È invece un moltiplicatore di surrealismo per le immagini stesse, con invenzioni linguistiche finalizzate a definire i caratteri dell’Altroquando e dell’Oltredove – i principali macro-riferimenti temporali e spaziali richiamati dalle opere grafiche raccolte nel libro – ma anche cortocircuiti testuali personalissimi e in qualche caso vicini al nonsense.
Di tutto questo, la musica – raggiungibile tramite un QR code stampato all’inizio del libro – rappresenta il collante, una terza dimensione per le immagini capace di donare profondità e di contestualizzare ancora meglio le distopie paesaggistiche e interiori alla base della produzione artistica di Ruggeri Zambaiti. I toni metallici alieni, talvolta percussivi dell’ambient raccolta nel disco hanno la spazialità e la lentezza delle prospettive ampie e dei punti di fuga estremi dei disegni, e aumentano il potere narrativo di soggetti artistici che agiscono sul subconscio, più che solleticare una capacità di giudizio prettamente estetica. Elementi racchiusi in un lavoro intrigante e innovativo, forse non per tutti, ma pensato per stimolare una sana curiosità ed evitare le banalizzazioni.
Il libro è in vendita nei principali store digitali. Il consiglio, se proprio non volete recuperare Gusmini, è almeno di farsi un giro sul sito ufficiale di Enrico Ruggeri Zambaiti: scoprirete che le immagini racchiuse in questo libro fanno parte di un universo artistico esteso e davvero particolare, fatto anche di splendide incisioni su lastre di metallo, dipinti e fotografie.
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