Recensioni

Tra un Musteri Hinna Föllnu Steina del 2013 in condivisione con Elio Rosolino Cassarà e un disco di prossima pubblicazione a metà con Luca Barachetti (ex Bancale), l’ex Hogwash, Enrico Ruggeri, continua a sfornare piccole gemme ambient/avant. Se il disco precedente faceva da colonna sonora al progetto Sardegna Abbandonata (qui trovate il film definitivo con le musiche di Ruggeri), col suo carico di suoni vaporosi e inquieti, il qui presente sviluppa ulteriormente il discorso accelerando sul versante delle fascinazioni introspettive. I punti fermi rimangono l’estrema lentezza nello sviluppo dei brani, un certo minimalismo controllato nei suoni, la tendenza a creare soundscapes poco invasivi e in qualche caso (Succo) addirittura marginali, la fissità stentorea dei bordoni di synth. Gli elementi inediti, invece, rientrano soprattutto nei due brani iniziali, con un Adiosu percussivo e tellurico e un Printania Dust in cui spuntano flashback di pianoforti seppiati e intangibili.
Il resto è la solita dimostrazione di gusto: un tessuto molle con vaghi disturbi industrial posizionato ai bordi dello spettro uditivo, ma anche una collezione di suoni capace di rapirti senza forzature (se si eccettua una Errore #12 ai confini col noise che suggerisce un surrealismo visivo quasi in stile Lynch). Una sicurezza, per gli amanti del genere.
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