Recensioni

«L’evento sonoro si trasforma impercettibilmente, ma continuamente, in relazione ai mesi, ai giorni, alle ore, ai minuti». Dilatare il tempo attraverso il suono, renderlo eterno catturandone un frammento minimo reiterabile e modulabile a piacere, tramite piccoli, impercettibili scarti e variazioni.
Questo non è che un aspetto attraverso il quale filtrare l’opera magna di Enore Zaffiri, ma probabilmente un lavoro – difficilmente fissabile su medium – come questo Musica Per Un Anno può e deve avere tante interpretazioni quante sono le possibilità offerte a chi decida di confrontarcisi. Ed infatti questa “release” edita da Mazagram e impreziosita da un notevole apparato critico opera di Andrea Valle, musicista e accademico, non è che uno specifico momento di quel ciclo annuale elaborato dal compositore torinese, a dimostrazione, insieme, della fissità dell’opera e della sua volatilità e volubilità. Un lungo ronzio fluttuante, una nota modulabile e modificabile solo attraverso la partecipazione attiva del fruitore, un lento degradare di forme sonore che quasi non possono o rifiutano di finire incasellate in un eternum medium ma che vivono e rivivono.
Proprio come in questo lavoro (ri)edito da Mazagram, che riprende la sua prima versione a stampa pubblicata da Die Schachtel nel 2008 ma vive di una nuova vita grazie alla “radically pure digital implementation” opera del curatore in accordo con l’autore. Nuova vita, vita eterna, per una musica che è vita e che pretende, come una presenza, di occupare ogni anfratto di quell’esistenza, e che in quanto tale si modifica, si plasma, si adatta cangiante a ogni momento, ogni secondo, ogni percezione astratta del singolo individuo.
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