Recensioni

7

Già uscito negli Stati Uniti nel 2006, ecco che questo intenso e raffinato esordio della canadese Emily Haines trova la sua degna distribuzione anche nel vecchio continente. Per chi non conoscesse l’artista in questione ci basti dire che la sua splendida voce fece la sua comparsa nell’album più rappresentativo della scena indipendente canadese: You Forgot It In People dei Broken Social Scene. Ciò di per sé rappresenterebbe già una validissima prova di fiducia aprioristica per avvicinarsi a Knives Don’t Have Your Back. Se poi si aggiunge anche che Haines è la fondatrice dei Metric, band lanciatissima nel panorama indie attuale, ogni dubbio potrebbe esser fugato totalmente.

Ma non lasciatevi ingannare: qui l’atmosfera è del tutto diversa. Quelle sonorità rock tanto care ai gruppi succitati sono lontane anni luce. Le tredici canzoni (due delle quali presenti come bonus soltanto per la versione europea) sono tutte figlie di un’attitudine cantautoriale pianistica tanto malinconica quanto intimistica. I volumi non vengono mai alzati. La struttura di ogni traccia è quella propria della ballad: il piano segna il passo sul quale l’inserimento di chitarre slide, archi e tamburi spazzolati non serve ad altro se non ad arginare un poco quel flusso doloroso e nostalgico creato perfettamente dalla voce della Haines. Addirittura, in molti episodi si registrano passaggi quasi cinematografici tanto è suggestiva e mai invadente la struttura musicale (Reading In Bed). Non a caso, infatti, i musicisti accompagnatori, per l’occasione The Soft Skeleton, sono tutti membri di band di tutto rispetto (Sparklehorse e Stars su tutte). Ma è la qualità vocale a far toccare al disco picchi emotivi altissimi, come avviene soprattutto in Doctor Blind e Nothing & Nowhere.

Emily Haines può rappresentare un ideale punto di contatto tra Feist, Shannon Wright, Fiona Apple, A Camp e Aimee Mann. Ma per quanto riguarda le atmosfere cupe e lunari che sovente emergono dalle tredici tracce dell’album siamo molto vicini ai Devics di Push The Heart. Knives Don’t Have Your Back è un disco di non facile e immediato ascolto, che necessità di attenzione per esser apprezzato completamente. Notturno e invernale oltremodo.

 

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