Recensioni

Forse la chiave per comprendere questo Just To Feel Anything rientra nelle varie forme che può assumere l’inevitabile. In quel saliscendi a cui ogni gruppo, specie del sottobosco e con una discografia corposa, è giocoforza sottoposto e col quale bisogna scontrarsi.
I recenti fatti di cronaca ci suggeriscono più di un indizio per avvalorare quelle che in principio erano solo percezioni soggettive. E invece l’abbandono della nave madre da parte di McGuire, avvenuto proprio in questi giorni, non fa che evidenziare i dubbi, farci notare le crepe, gettare (tetra) luce ulteriore su un lavoro che ci lascia dibattuti tra forze contrastanti. C’è qualcosa che non va nello slavato 7 tracce edito al solito da Mego, vero e proprio anello debole di una discografia in crescendo che passo dopo passo aveva spinto i tre di Cleveland verso l’empireo dell’hype.
Non un album da buttare, ma un album che suona come gli Emeralds. Cosa negativa, direte voi? No, non completamente ma nemmeno stimolante come ci si sarebbe atteso, proprio in virtù della curva positiva intrapresa fino a Does It Look Like I’m Here? e dalle buone e varie prove in solo dei tre. Si parte bene, a dirla tutta, col crescendo synthetico della doppietta Before Your Eyes e Adrenochrome, buoni approdi verso lande di suono cosmico tra pulviscolo iridescente e beat dal sapore epico, ma già l’ambient malinconica di Through & Through comincia a scivolare sul versante più mollemente new-age del kosmische, facendo tornare in mente gli incerti passi del secondo periodo dei Tangerine Dream o certa produzione made in Schultze. Roba dall’impatto emotivo magari anche alto, coinvolgente quanto si vuole ma dalla “pericolosità” e dalla forza destabilizzante praticamente nulla. Con la scialba cavalcata kraftwerkiana della title track, un carillon risentitissimo e senza mordente, e il vuoto fatto d’echi e riverberi che fa di The Loser Keeps America Clean, una ambient dozzinale che più sterile non si può, sembra proprio di avvertire un accomodamento sul conquistato, quasi una stanchezza di fondo che il citato split non può che confermare. Vedremo cosa ne sarà degli Emeralds restanti, ma per ora ci resta un grossissimo punto interrogativo.
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