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Forse il cantautorato (in) italiano si sta sbattendo per trovare una risposta significativa alla lucida e nevrastenica gravità de Le Luci Della Centrale Elettrica, quella risposta che nemmeno lo stesso Brondi è riuscito a dare (a darsi). Tra Amari e Amor Fou passando da Non Voglio Che Clara ed il sorprendente Dimartino, non mancano motivi per ben sperare. Quanto a Edipo, al secolo Fausto Zanardelli, con questo album di debutto sembra voler reagire alla tenaglia di cupezza & intensità con un disarmo ad alzo zero, generazionale e cazzone, un po' come il Bugo della fregola electro alle prese con arguzie paracule Daniele Silvestri.

Hanno ragione i topi sembra il diario impressionista dell'universitario sperso, tra illuminazioni pigre e seghe mentali acidule, lo spasmo digitale ed il riflesso automatico indie-rock. La tentazione del demenziale dietro l'angolo, l'insostenibile pesantezza del dover essere, il gusto del calembour nerd. Tra canzonette poco più che simpatiche col retrogusto amaro che non le riscatta (Appartamenti, Per fare un tavolo), spuntano ipotesi para-psych (Un nuovo concetto di thè, Sospendimi) che lasciano intravedere possibilità ancora da esprimere. Attendiamo senza troppe aspettative, ma attendiamo.

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