Recensioni

6.8

Misteri insondabili di un mercato discografico letteralmente impazzito e ormai affossato dall’avvento di Internet: un disco che vede la ristampa a nemmeno sei mesi dall’uscita sul mercato è faccenda che anni fa si sarebbe stentato a credere, ma tant’è. Nello specifico, gli Early Years sono una formazione londinese attiva da poco più d’un biennio che si lascia agevolmente incasellare nel riflusso del post rock, del quale padroneggia alcuni fondamentali con sfacciata noncuranza ma poca originalità. Quello dei Neu! è infatti un nome che qui andrebbe speso di continuo e, sommato agli Spiritualized, basterebbe quasi a chiudere la recensione in modo più che eloquente. Sapete allora cosa attendervi e come regolarvi: lunghe tirate motorik, febbrile krautedelia metropolitana, oasi di soul spaziale, ballate tenere e oppiacee e una manciata di drones più in stile Low che Tago Mago.

Nulla di male, visto che l’attualità sa di riciclo a ogni minuto, tuttavia ne emerge solo chi possiede mano abile a scrivere materiale che rimanga: ogni tanto succede anche a questi baldi giovani (All Ones And Zeros e Song For Elizabeth una prova ciascuna per le scarpe in cui il gruppo infila i piedi e poi osserva rapito). Il talento traspare e potrebbe un domani non lontano sviluppare ulteriormente la proposta di un gruppo al momento ancora eccessivamente ancorato a modelli prestigiosi ed evidenti.

Ci si augura che ne sia in grado, anche se il mini CD accluso a rimpolpare questa ristampa lascia invero perplessi: occhieggia a quel pop “shoegazing” (l’avete capita, vero, la battuta nascosta qualche riga sopra?) in pieno rispolvero – Say What I Want To: singolo nerboruto ma inefficace – e ripropone superflue versioni poco diverse di alcune tracce dell’album.
Va assai meglio quando approfondisce le ipnosi di taglio ambientale e onirico: peccato per loro che ci siano già degli eccellenti Stars Of The Lid in giro. Staremo a vedere…

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