Recensioni

6.6

Se l’eurofilia del dubstep
ci fa pensare a un’involuzione imminente, in questi mesi caldi sono molteplici
le uscite che segnalano nuova creatività e smentiscono in parte il presunto
declino del ‘genere’ definitivo della Londra post-00. Il titolo di questa
compilation ci introduce alla visuale del/dal margine, l’angolazione periferica
del mondo anglofono. La testimonianza che ci propongono i due produttori è un concept
basato su un viaggio allucinante nei dintorni di Londra, che esce dal
testo-disco e ricorda l’apporto destabilizzante dei narratori indiani,
pakistani o non english native speakerssulla letteratura contemporanea inglese/occidentale (tra i moltissimi Jumpa Lahiri e Vikram Seth, tanto per fare due nomi). La similitudine con la
narrativa non è un metro di lettura boghese slegato dall’ambito musicale, anzi
sono proprio Dusk e Blackdown (al secolo Dan Framptone Martin
Clark
) che propongono questa
connessione col testo, vedi le note di copertina e vedi una narratività spinta
negli insert tra una canzone e l’altra e nell’idea del concept. Insomma il
dubstep viene mescolato con il bhangra paki/hindi/bali, con atmosfere
cino/mediorientali e usato per narrare le commistioni della società di
periferia metropolitana (mistiche in Kuri
Pataka
, tribali in Rolling Raj Deep,
post-minimal in dis/East). L’emergere
della città nascosta e di comunità che al calar del sole ritrovano una
socialità da Zone Tempraneamente Autonome, come se lo spirito del tempo venisse
contaminato da vampiri che parlano lingue e dialetti sconosciuti, che entrano a
far parte dell’estetica WASP: Limehouse, East London, Green Street, Croydon e
Wembley. Nomi che vengono mitizzati e che vanno a costruire una struttura di
suono giovane, forse ancora incontaminato, che si inserisce in una scena
intessuta di Europa e di post-rave. Come i Clasho la Mano Negra avevano attinto idee
da Kingston e da lidi inconsueti per intaccare il suono stantìo del rock, anche
qui si scopre che lo sprawl può essere descritto solo vivendo su piani diversi.
Expat-dub sulla strada del successo.

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