Recensioni

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Un ep che suggerisce molte considerazioni, quello in questione, ancor prima di addentrarci nei suoi contenuti musicali.

Kristin Gundred (aka Dee Dee) in posa da star sulla copertina. Pensiero #1: sono passati i tempi della foto sfocata rubata dall’album di famiglia (sembra infatti che la donna intenta a rovistare nell’armadio che campeggiava sulla cover di I Will Be, fosse la madre della cantante). La normalizzazione aggredisce innanzitutto il lato estetico del progetto.

Pensiero #2: per quanto si sia parlato "delle" Dum Dum Girls, e la Grunded abbia intrapreso il recente tour con una formazione affiatata che anche in fatto di look vantava una compattezza degna dei Ramones (ma con molto più glamour), il progetto resta affar suo. Sebbene le aspirazioni crescano a dismisura.

He Gets Me High è il definitivo sdoganamento dell'ex generazione lo-fi di questo primo scorcio di secolo. La title track è semplicemente il miglior brano inciso dall'artista, sotto ogni punto di vista: dai suoni perfettamente bilanciati fra pulizia sonora e lucentezza delle chitarre noisy, alla melodia che rappresenta il mix ideale di innocenza 60s e cuor di tenebra post punk.

Take Care Of My Baby ribadisce il concetto aggiungendo una buona dose di romanticismo e pompa spectoriana. L'apertura di Wrong Feels Right è forse meno convincente ma altrettanto efficace.

La sorpresa sta tutta nella quarta traccia: la cover di There Is A Light That Never Goes Out degli Smiths testimonia una discendenza poetica che si sarebbe potuta intuire, ma che in questa occasione viene ribadita con un’interpretazione senza fronzoli, che coglie l'urgenza e lo spirito esistenzialista del pezzo originario.

Un ep luminoso, dal primo all'ultimo secondo, il cui unico limite è la breve durata.

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