Recensioni

Forse la finalità ultima di Matt Mondanile aka Ducktails è proprio questa: appoggiarsi alla sensibilità di chi ascolta per evocare nostalgicamente il tempo che fu (qualunque esso sia). È proprio quando ci si trova ad ascoltare quello che è ufficialmente il nuovo album dell’americano dopo la raccoltona di stramberie Backyard, che ci si rende conto – pioggia battente, foglie che cadono, autunno che si trasforma in inverno – che il meccanismo scatta senza remore. A tornare in mente sono tramonti (spettrali) sulla spiaggia, sfumature (inacidite) di colori estivi, rumorio (quasi droning) di flutti marini e, perché no?, drink (drogati) con ombrellini da gustare a piedi scalzi sulla sabbia.
Troppo banale? Beh, provate ad ascoltare la lunga Deck Observatory dagli umori quasi ambient-orientali, l’opening onirico di On The Boardwalk, il cantautorato psych subacqueo della conclusiva House Of Mirrors, le stratificazioni hypnagogic-pop di Seagull’s Flight. Converrete con me che è un gran piacere lasciarsi cullare dalle note a metà tra psichedelia da spiaggia al tramonto e cantautorato (quasi) speechless per giovani freakettoni messe su da Mondanile in un full length in cui l’accento sul versante pop è, se possibile, ancor più evidente.
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