Recensioni

7.1

Si annotava già nella recensione del precedente The Big To Do quanto i Drive By Tuckers abbiano la musica “nel DNA”. Fuor di metafora, la formazione guidata da Patterson Hood, infine stabilizzatasi a solido sestetto, ha saputo trasfondere la passione profonda che ne guida l’agire in un lavoro a tempo pieno, faticando passo dopo passo e approdando alla ATO dopo una dozzina d’anni, forte di un seguito costruito battendo ogni angolo della madrepatria statunitense. Questo il punto quando si è alle prese con l’Americana: dimostrare conoscenza della materia e abilità esecutiva necessarie a non scadere nel mestiere, o peggio ancora cadere preda dell’oleografia; rischio che i Nostri non corrono, poiché non si entra in sala d’incisione assieme a Booker T. e Bettye Lavette per caso, né si chiama alla consolle l’ex-Sugar David Barbe.

Occorre stoffa per temprare una penna che oggi guadagna ulteriore rispetto in scia al nume tutelare Tom Petty, influenza sapientemente trattenuta nei confini dell’omaggio e qui al vertice nell’omonimo blues felpato, nell’impolverata Ray’s Automatic Weapon e in una nuova Breakdown intitolata The Thanksgiving Filter. Altrove spetta a The Band o ai Flying Burrito Brothers infilarsi in una scaletta compatta nonostante oltrepassi l’ora di durata, altrimenti alle dilatazioni di Used To Be A Cop e The Fireplace Poker sottolineare lo spirito di chi non vuole annacquare il proprio suono per inseguire chissà quale successo.

Caparbietà e riservatezza che basterebbero a premiarli e lo stesso dicasi per Go-Go Boots, riassunto di carriera robusto e romantico anche a prescindere dall’ambito di riferimento.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette