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Quel Donald Fagen lì. L'ossessionato. Anima – non ce ne voglia Walter Becker – della perversa creatura Steely Dan, il dildo di acciaio di William Burroughs che sforna bibbie di stile e classe pop, un pop nasale e bianco che succhia tutto quel che può dalla tradizione nera, creando paradigmi di un nuovo modo di intendere la fusion, vette inarrivabili come Aja, ovvero tutto il velluto di un'arte artigianale lungamente affinata nella gavetta newyorkese galvanizzata dal turnismo californiano, tutto questo nell'anno dei Sex Pistols.

Proprio le storie – e le leggende – sulle session snervanti del capolavoro Aja illuminano la natura del rapporto ad un tempo carnale e cerebrale, perché il cervello è pur sempre un pezzo di carne, di Donald con la musica. Una musica alla fine anche da tappezzeria, ma che prima è passata da un cesello millimetrico e sotto il bisturi di un'ispirazione melodica e armonica che è sofisticata anche quando apparentemente scontata.

In Sunken Condos, quarto disco solista in 30 anni tondi, troviamo come sempre tutti gli elementi dello steelydanismo fageniano: il tongue in cheeck humor allusivo e il minimalismo descrittivo dei testi; l'anima funky; i coretti femminili a modellare; la purezza timbrica quasi irritante della registrazione (quando ascoltare diventa una cosa da acquolina in bocca); le radici in ultima analisi rag e boogie del suo pianismo; "quelle" progressioni, "quei" saliscendi. E "quella" voce, asciutta e spigolosa, proprio come gli zigomi e la schiena di Donald.

Classe a tonnellate anche qui, non si discute, e la cover di Out of the Ghetto di Isaac Hayes funziona perfettamente, ma – giusto per dire – Miss Marlene prende "quella" direzione, quell'incedere, quella cadenza eccetera davvero troppo fageniane, a un passo dall'autoplagio. Nello specifico, ti aspetti che da un momento all'altro si trasformi in I.G.Y., confetto pop dal capolavoro solista The Nighfly del 1982.

Quindi? Inevitabilmente, un Fagen che rifà se stesso in chiave minore, la formula magica ormai usurata, ancora più che in Morph the Cat (2006), il grip di una volta ormai diluito. Ascoltare Donald è ancora e sempre un piacere, anche qui; ma poi, dopo, resta davvero poco.

Il disco esce il 16 ottobre e dal 10 è disponibile in streaming sul canale MSN Music Premiere.

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