Recensioni

6.8

Vengono da Brooklyn, i Dommengang, band psych rock che ricicla molta roba anni ’70, dal blues allo space-rock. Il trio capitanato da Sig Wilson si è chiuso quattro giorni in sala d’incisione e con pochissimi ritocchi in studio ha dato vita a questo Everybody’s Boogie, cimentandosi nei territori che furono di ZZ Top e Hawkwind e mettendo in scena un on the road che al pari dell’artwork è carino e un po’ finto.

Dunque sono di New York, i tre, ma preferiscono i motel di periferia, una periferia che apre le porte all’unico aggancio contemporaneo nel sound del trio, ovvero gli ultimi e rurali Pontiak, a cui i Nostri si ispirano trovando una certa similarità anche nelle nenie vocali lanciate dal Sig Wilson. Il meglio arriva quando l’atmosfera è fumosa e lasciva come in Her Blues o nel finale di Lost My Way, brano che vince la palma d’oro di miglior pezzo. Purtroppo c’è anche un po’ di bipolarismo, nel senso che quando dentro ci si mette il blues c’è anche dell’anima, quando invece si punta tutto sul fuzz e il riverbero si finisce per annoiare facilmente, anche negli episodi con motorik uptempo che comunque non raggiungono l’intensità di possibili concorrenti come i Dahga Bloom (e, paradossalmente, tra gli episodi meno riusciti troviamo quella Everybody’s Boogie che intitola l’album ed è traccia numero uno in tracklist).

Ad ogni modo i Dommengang sono bravi a non eccedere nella durata e a fornire qualche ansietà negli intermezzi da uno o due minuti di Wild in The Street Blues e Have Luck With Travel. In fondo, dopo un primo approccio che rischia di minare l’ascolto complessivo per l’aria estremamente retrò che si respira, arrivano anche soddisfazioni.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette