Recensioni

5.5

Storicizzando la lezione pseudoambient di Aphex in un modo che non ha nulla a che vedere con le nuove voci dell’UK Bass, il quinto disco di Dntel ti fa sentire vecchio.

Vecchio, sì: in media con quello che l’uomo Figurine ci aveva già fatto sentire, Tamborello ricrea mondi, suoni e pattern che pescano – ancora una volta – dal serbatorio di Boards Of Canada, Richard D. James, Mùm, Tarwater, e da tutto il mescolone folktronico di inizio Duemila quando si ibridavano rock e IDM e i Radiohead patrocinavano dall'alto. Ascoltato oggi DNTEL è un progetto incartapecorito ed essenzialmente conservatore, che però viene citato dai giovani massimalisti inglesi (Rustie o Slugabed tanto per fare due nomi). 

Affidandosi al tedesco DJ Koze (il disco esce su Pampa) si potrebbe pensare che il Postal Service si sia agganciato alle geometrie precise della krautedine da dancefloor, invece grazie anche ai featuring di Nite Jewel (Santa Ana Winds), Baths (aka Will Wiesenfeld, nuova voce della Anticon) e ai samples dei Popol Vuh (Paper Landscape), Jimmy porta a casa un lavoro che come dice il titolo non si prefigge uno scopo e che non va da nessuna parte. Anche se ha una produzione stellare, lo dimenticheremo dopo qualche ascolto.  

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