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Dj Paypal è il misterioso producer nato in North Carolina ma di stanza a Berlino che, in breve tempo, grazie a Facebook e al giro dei forum dedicati a juke e footwork, si è fatto conoscere prima attraverso la crew Teklife, che lo ha preso sotto la sua ala all’inizio dell’anno, poi grazie all’inserimento nei ranghi della Brainfeeder, label che proprio con lui inaugura il genere chicagoano all’interno delle proprie fila. In mezzo, a gennaio, troviamo la glaswegiana LuckyMe a pubblicargli l’EP Buy Now, etichetta che sappiamo aver già ospitato outsider footwork come Machinedrum, e il quadro dei riferimenti che contano si completa, certificando la bontà del ragazzo statunitense, almeno sulla carta.

Ascoltando l’esordio in questione, pubblicato proprio dall’etichetta di Flying Lotus, si ritrovano certi smalti afro e jazz illuminanti che ci fanno pensare a Dj Paypal come un nuovo tassello di quel complesso caleidoscopio di rimandi massimalisti che Steven Ellison ha sempre curato nella sua label. È chiaro che il producer non è nato a Chicago e paraggi (vedi Jlin nata nei sobborghi di Gary), eppure, pur non macinando stretti campioni vocali, non pensando alla propria musica come a qualcosa legata strettamente al ballo da strada (vedi RP Boo) e non trincerandosi dietro ad ortodossie del campionamento come l’ultimo Traxman (o dell’anti campionamento come Jlin), il suo rappresenta il classico caso di genuino cultore della materia con un tocco originale. La footwork lavorata qui, in particolare nei brani in proprio, è accelerata, proteica, bizzarra, a tratti artatamente sarcastica e situazionista (vedi una traccia tra samba e beat spezzati come I’m Ready contenuta in Buy Now, oppure gli acuti fraseggi di tromba mandati in impietosi loop, oppure ancora i distillati di elettronica minimalista à la Philip Glass immersa in incalzanti ritmi tribali di Sold Out).

Come detto, è un certo gusto jazz – come lo era la house per Buy Now – il tratto unificante del disco, eppure quando entrano in campo gli ospiti della crew come Dj Earl – in We Finally Made It – o FeloneezyWith Uuuuuu – il richiamo alla ghetto music, immerso nel calore soul di Teklife, è fortissimo e il ricordo va naturalmente a Dj Rashad e alle produzioni più caratteristiche della ciurma. Il disco dura appena 37 minuti e non tutto brilla allo stesso modo, senza negare che il brano posto in chiusura – 7 minuti e 27 secondi – dai richiami 80s pop e finale synth à la Rustie, Say Goodbye, è un po’ troppo tirato per le lunghe. Ad ogni modo, buon esordio.

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