Recensioni

Di Dj Balli – un passato da batterista straight-edge, un presente da fondamentalista del breakcore – su queste pagine se ne è parlato spesso, ma mai abbastanza. Stavolta cogliamo l’occasione della riedizione digitale per parlare di un paio di release reimmesse sul mercato con qualche piccola chicca aggiuntiva (bonus le chiamerebbero i tradizionalisti) che il buon mr. Sonic Belligeranza tiene sempre in serbo per i suoi amati accoliti. In questi due vinili – o almeno lo erano in origine, ma a noi piace ancora pensarli così – la premiata ditta Balli extravaganza ci da giù come al solito di breaks e frustate, dimostrandosi il dj più irriverente e fuori di testa dello stivale.
Nel primo “vinile digitale” – omaggio (?) a rastoni mai esistiti, se non nella mente deviata del nostro – il nostro parte subito a rotta di collo con slogature drill’n’bass, punteggiature bleep e scarti technoidi da far accapponare la pelle dei benpensanti techno. Come andare a un rave sballandosi con le caramelle colorate delle bancarelle delle fiere di paese. Nel secondo, la storia si ripete. Boyscout curiosi palpeggiano ravers rastoni a base di break-core, scratch e rumori assortiti per una scoutcore night da gustare fino in fondo: drills a cascata, bassi tuonanti da uragano post-atomico, scarti industriali a manetta. È in generale uno scatafascio di piccole schegge rumoriste buttate in un frullatore (apparentemente) demente. Ma se il caterpillar che apre Straight-edge Rastafari Manifesto (nello specifico Seitan Is My Favourite Drug) è di quelli che ti si fiondano in testa preparandoti al peggio, ecco lo scarto che fa del Balli un genio: il gusto per il vezzo dissacratorio che ti piazza lì in mezzo al marasma il kitsch del campionamento che meno ti aspetti. Nello specifico di queste due uscite l’odore di provincia in disarmo, fatto di liscio alla Casadei, rigurgiti di mazurche, samples da società nazional-popolare, voci da rimessaggio post-televisivo, abbozzi di canti popolari, bande di paese. Qualcosa che abbiamo dentro ma ci vergogniamo a tirar fuori. Dj Balli lo fa per noi. Qualcuno l’ha definito il Kid 606 italiano, ma il nostro è decisamente più ruspante. Lunga vita a dj Balli.
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