Recensioni

Benjamin Morando aka Pentile e Cédric Marszewski aka Pilooski: il primo (già Octet) era nel giro Diamond Traxx dello storico Benjamin Diamond che con gli Stardust ha definito il revival balearico (quella Music Sounds Better With You cui sappiamo essere stato uno dei punti di svolta fondamentali della carriera Daft Punk). Il secondo ha militato e risiede tutt'ora su DT ma ha utilizzato anche i moniker di Eddyee’s Time e C. Denner.
Assieme sono i Discodeine, già avvistati con Jarvis Cocker su DFA e con il fido Mathias Aguayo nelle rispettive track Synchronize e Singular, ora il debutto con quest'omonimo dall'incatalogabile fascino: balerina 80s giocattolo (vedi qui il ricordo dell’ultimo Munk), effetti sintetici da studio (Relapse), visione slo-mo Air (D-A in combutta con Baxter Dury), ritmica minimal-world in stile DFA (Falkenberg), quattro techy più classico (Antiphonie, Ring Mutilation), progressività (Homo-Compatible) e uno stupendo finale che ricorda lo stupore di Luciano (Figures In A Soundscape).
Dopo il lavoro di Agoria, questo disco è l’ennesima uscita dai binari french touch che mantiene un piglio soggettivo e credibile e che conferma così una distanza feconda dalla (ormai) old-school di Busy P e soci. Pregevole anche l’iconografia delle copertine à la Gustave Doré. Un disco che per la sua capacità di non ancoraggio a coordinate troppo monolitiche sarà apprezzato sul lungo periodo. In odore di top. Bravi.
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