Recensioni

7

Dino Fumaretto è lo pseudonimo di Elia Billoni, o forse l’alter ego, oppure il prodotto di una schizofrenia artistica/esistenziale. O un gioco. Uno scherzo terribile ed esilarante. In ogni caso, c’è. E c’è questo disco, l’esordio ufficiale dopo un paio di autoproduzioni e tante performance che hanno fatto di Billoni/Fumaretto un piccolo culto in attesa di più ampie platee. Arrangiamenti stringati, pianoforte e voce perlopiù, qualche tastiera, l’armonica ed il kazoo, tutti suonati dal Nostro nel tentativo di dare vita a tanti teatrini quante sono le canzoni in programma.

Nevrastenia sciroccata, disarmo totale, disamine tragicomiche, invettive deliranti e laconici parallelismi: è un carosello meno divertente che patologico, l’autore è una vena sul punto di scoppiare e questo suo blaterare trepido è la terapia che stasa, almeno temporaneamente. In realtà però non c’è cura, non c’è scampo, predomina un senso di resa feroce (Venite assassini) ed implosione nell’assurdo (Nella casa), ingannevoli vie di fuga (Nuvole e meraviglie) e cinismo sprezzante (Mostra). Personaggio e disco interessanti, anche se a stretto rischio di autoreferenzialità. 

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette