Recensioni

I momenti difficili della vita possono essere anche affrontati con semplicità e in un clima disteso. Come la deep house soffice, profonda, melodica che incontra la forma-canzone pop nel nuovo album della cilena, Alejandra Iglesias, dj e producer dietro al progetto Dinky. Con Valor, a tre anni di distanza da Dimension D, la Nostra sbarca su Crosstown Rebels, label che negli ultimi anni ha raccolto il meglio delle produzioni di una house capace di mediare tra il sentimento e la cassa ibizenca. Dinky si inserisce nel primo filone con un piglio marcatamente pop, mettendoci la voce, presente in ogni traccia, per raccontare un’esperienza di sofferenza personale. Dopo le complicazioni date dalla nascita del primo figlio, la producer si è ritrovata costretta a letto per tre mesi durante la seconda gravidanza. Ci si aspetterebbe quindi un suono sofferente e dark, come nel precedente Dimension D, invece l’artista punta su rilassanti atmosfere soulful, meno sperimentali e più dirette, che si rifanno sia alla scuola di Chicago sia al filone da Panorama Bar di Steffi (apertamente citata in Milk) e Virginia.
Primeggiano quindi, su una soffusa cassa dritta, tastiere e vocal che cullano l’ascoltatore insieme a tocchi acid (l’ottimistica Casa, Shooting Bodies (Acid)), clap (Cut), bassi caldi, profondi e avvolgenti come in una Wait dal sapore dub, o Slowly, dove Dinky sussurra «I can see that I’m losing you slowly». Nonostante una comprensibile sofferenza per le vicissitudini familiari («I don’t want you to leave / don’t want you to stay», canta in Valentino, nome del primo figlio), la voce di Alejandra appare rassicurante e la musica un modo per superare senza patemi le difficoltà. Non ci sono sperimentazioni né eccessive ricerche e contaminazioni, eppure Dinky riesce a regalarci un ascolto rasserenante, raccontandoci una storia con la semplicità di una forma-canzone house immediata e mai banale (e si può anche ballare).
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