Recensioni

Pietro Di Lietro è Dilis. Il suo è un cantautorato sensibile ma con carattere. Folk onirico che stempera inquietudini con una certa raffinatezza, cuce con la chitarra (acustica ed elettrica) trame di percussioni, flauto, contrabbasso (a cura di Ilaria Scarico degli El-Ghor) e un canto capace d’insinuarsi sottile, mentre il drumming ribatte prezioso e misurato assieme (Giovanni Volpe dei Bisca). I testi in italiano se la cavano piuttosto bene, stendono le vocali senza forzare, s’avvitano intriganti e sinuosi.
Insomma, parliamo di due pezzi originali ben messi, segnali promettenti di una calligrafia che deve solo trovare la giusta via tra fascino traditional e tremori contemporanei (come ben fa Tutto si altera). Scegliere poi la buckleyana Morning Glory quale terza traccia, interpretata con grande sensibilità e sostanziale mancanza di timore reverenziale, è il tassello che completa l’opera. Bel lavoro.
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