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7.1

Post punk urbano affilato, elettronica, ritmiche da dancefloor. Come dire Torino – città di provenienza del gruppo – con i suoi sussulti sintetici da club culture che incontra i Liars e in mente ha i Gang Of Four. Dove sta’ la novità? Nel sorriso mutante che questi Did mostrano alle telecamere quando sovrappongono distorsioni rovinose à la Sister Ray a un battere immobile (Sex, Sometimes); nel fascino discreto di un tropicalismo laptop da dejavù (Time For Shopping); in una new wave quadrata ma anche irrimediabilmente pop (Solarium).

Questione di pesi specifici e di particolari, insomma, di equilibri sottili e di buona tecnica. Perché non ci vuol niente ad annoiare quando fai proclami in un idioma così inflazionato com’è oggi il post-punk; perché per suonare pretenzioso e indisponente basta poco, se traffichi con materiale proto-modaiolo come potrebbe essere quello contenuto in Kumar Solarium. Eppure i Did ci catturano con il loro mix attento – e furbo – di cool e buone intenzioni. Arrivando a farci muovere a tempo senza badare al nostro senso del ridicolo ma soprattutto riuscendo a tenerci appiccicati al lettore per tutti i 40 minuti di programma.

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