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Con una formula di alt-pop-rock ormai rodata e molto in voga nel primo decennio degli anni Duemila, i DI-RECT hanno conquistato l’Olanda con oltre 20 milioni di stream. Nati nel 1999 da un’idea dell’allora quindicenne batterista, Jamie Westland, nel giro di poco tempo il quartetto ha conquistato gli interessi dei network radiofonici dei Paesi Bassi fino a toccare, per ben due volte, con gli album All Systems Go! (2005) e Daydreams in a Blackout (2014) la vetta della classifica olandese. Un successo amplificato nel 2002 dalla partecipazione al festival Pinkpop che ha portato la band nelle orecchie del pubblico internazionale.
Adesso il progetto sbarca in Italia grazie a INRI che pubblica l’EP Nothing To Lose, quattro tracce che continuano sul solco di un indie-rock ricco di groove e colori, accessibile e pop nelle strutture. Una formula che ha conosciuto notorietà a partire dagli anni Duemila e che continua a fare la sua parte in particolare nei festival estivi o nell’airplay radiofonico. E i pezzi di questo EP risuonano come un piacevole e vivace accompagnamento, capaci di trasportare l’ascoltatore verso lidi di ottimismo. La title-track, con il suo basso ballerino e le chitarre magnetiche e allegre e la dinamicità al microfono di Marcel Veenendaal (che dal 2009 ha preso il posto di Tim Akkerman), è un invito a vivere la vita senza preoccupazioni, senza “nulla da perdere”. Questo clima positivo e solare avvolge anche Cry Baby, con il suo giro di chitarrina funkettoso e un drumming travolgente, o la leggermente più riflessiva Devil Don’t Care che, nonostante i toni vocali più decisi del frontman, non perde vivacità esplodendo in un ritornello corale da stadio.
Quello proposto dagli olandesi in Nothing To Lose è un mix di rock, indie e pop ampiamente rodato, a cui è chiesto di approcciarsi senza troppe pretese in termini di creatività e innovazione. Ma dietro le quattro tracce non mancano cuore e passione. E il risultato è accettabile.
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