Recensioni

6.3

Più primaverile che zuccheroso, più incantato che infantile, l'esordio sulla lunga distanza di Denise Galdo conferma quanto ascoltato nei due ep degli scorsi anni e in una manciata di altre apparizioni sparse. La ragazza salernitana ama un immaginario bambino ed onirico, fatto di dolcezze e luccichii, di cui la voce da elfo seduto su una nuvola è diretta conseguenza, un timbro che potrà piacere o meno ma che è caratteristica determinante (e dunque anche deterrente). La produzione di Gianni Maroccolo per Al-kemi Lab raffina allora le influenze note, che vanno dai Múm ad Emiliana Torrini, sbirciando da lontano Björk e Joanna Newsom, mentre il folk-pop di Denise viene rivestito soprattutto di corde acustiche (chitarra ma anche violino e ukulele) con qualche importante intervento elettrico ad emanare bagliori (la chitarra di Lorenzo Corti su Ageless).

Traccia dopo traccia non mancano episodi notevolmente emozionali (Flowers in the drawer, Sunny Lovers con referenza Bacharach), da metà in poi però Dodo, do! risulta leggermente monocorde, sempre soleggiato, sempre gentile. E' probabile che un pizzico di sangue in più non avrebbe guastato, così scelte d'arrangiamento maggiormente multiformi. Si veda il pianovoce finale di Diamond, una possibilità da crooner al femminile che andava perseguita anche altrove e che potrebbe essere un innesto rafforzante per il futuro.

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