Recensioni

5.7

Deep Sea Diver è il moniker che dal 2008 rappresenta Jessica Dobson, cantante e polistrumentista di Seattle che dopo diverse esperienze live con varie band (Yeah Yeah Yeahs e Beck, per citarne un paio) e una breve parentesi con i The Shins, riemerge con un secondo album e una nuova formazione alle spalle. Proseguendo sulla linea di crescita autoriale della capofila (già attuata con l’EP del 2014 Always Waiting, di cui troviamo frammenti inclusi in questo ultimo lavoro), Secrets concede miscugli sonori che vanno dal rock, al grunge, allo shoegaze più sognante ed etereo, fino al groove anni ’70.

Un impasto a sprazzi intrigante, a partire dalle scelte ritmiche curiose di Notice Me o dalle chitarre spesse di Wide Awake, e parallelamente ai lati commoventi di Great Light o New Day, o ai synth che trasudano malinconia. Spunti interessanti che non hanno però la forza di emergere con potenza: le parti musicali sì orecchiabili, ma spesso slegate tra loro, creano un effetto straniante e denunciano l’assenza di un guizzo artistico organico. Oltre a questo, si sente la mancanza di veri e propri climax, di canzoni in continuo caricamento che non arrivano a un punto massimo di intensità. Wide Awake è l’esempio di come una prima parte strumentale fermentata dalle chitarre venga smorzata nel ritornello appena entra la voce, creando un appiattimento melodico. Succede l’inverso in Body on the Tracks, dalla strofa poco incisiva che si apre in un ritornello a metà tra il pop e lo shoegaze; in questo brano anche uno spaesante effetto del riff, dissonante rispetto alla voce, crea un disturbo sonoro poco calzante.

Le parti deboli delle canzoni sembrano coincidere proprio con la presenza della voce, ma è una mancanza non tanto di personalità canora, quanto di “giustezza”, intesa come equilibrio tra le parti, tra quella vocale e quella strumentale. Un contrappeso che in questo disco troviamo di rado se non (ma ancora troppo cautamente) nelle ballate Always Waiting o New Day, punti di forza del disco, efficaci nella ricerca di empatia con l’ascoltatore. Ma ciò non è sufficiente per rendere memorabile un disco che, sebbene costruito con una certa perizia musicale, resta abbastanza insipido nell’insieme.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette