Recensioni

7.2

Vi ricordate i pianoforti magniloquenti e riverberati, le atmosfere gotiche e classicheggianti, dei Black Tape For A Blue Girl? E le lande trasognate della produzione di Windy And Carl per la Kranky? Infine Max Richter e le sue Blue Notebooks e Sylvian Chauveau con i suoi libri neri? Anticipato dall’ep Neon City, Pale Ravine l’esordio del duo norvegese Deaf Center, è un po’ tutto questo: un album d’atmosfere eleganti dove acustico, sintetico e concreto s’incastrano amabilmente sotto le coordinate filosofiche della 4AD.

Si passa dall’attacco sul fiordo norvegese di Lobby alle distensioni umorali di Path To Lucy, dall’inquietudine sottopelle di Stone Bacon agli sguardi sull’oceano di Weir e al piano sequenza in movimento di Thunder Night.

Un’indietronica perdutamente innamorata del “classico” e del noir. Un lavoro contemplativo, un cuore caldo che batte nel gelo dell’esistenza. Dopo Julien Neto, un altro ispirato film in 8mm. E non poteva essere altrimenti: l’etichetta è la stessa del francese, parliamo della Type Records, la migliore, a nostro avviso, del 2005.

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