Recensioni

Da un cantore della sua e nostra contemporaneità qual è David Byrne, che si sa da sempre impegnato in numerosi progetti paralleli, non stupisce l’ennesimo detour. Parallelamente al ritorno con l’altro grande vecchio e sodale Brian Eno per il recente Everything That Happens Will Happen Today, lo si ritrova anche come autore della colonna sonora di una serie TV americana, Big Love, trasmessa dalla HBO.
Il Nostro è stato infatti assoldato per lo score della seconda stagione dello show (la prima aveva visto cimentarsi Mark Mothersbaugh dei Devo). Va detto che la serie è centrata sulle vicende di una famiglia di mormoni, il cui protagonista deve fronteggiare la sua relazione poligama con tre mogli e sette figli, nella più tipica ambientazione di Salt Lake City, Utah, città natale e manifesto del credo. E a fronte di questo, Byrne che pensa di fare? In un primo momento aderisce talmente agli inni chiesastici mormoni da ricrearne alcuni finti, dei fake, per esercitarsi, per poi scoprire man mano, durante la loro composizione, come ci racconta sul sito ufficiale, che non poteva sovrapporsi troppo musicalmente alle immagini della serie. Così elabora una serie di frammenti melodici dai toni lievi, basati su arrangiamenti per archi e piano. Frammenti a cui si accompagnano note pop e jazz, a tratti lounge e che diventano musica da commento vera e propria. Toni soffusi e persino qua e là tocchi di tropicalismo. In generale il tono è da background, come si confà ad uno score, dal mood che oscilla dalla levità degli accompagnamenti per piano ed archi al piuttosto drammatico incedere di alcuni pezzi.
Va detto che l’album è integrato da altri estratti poi non usati nella colonna sonora, che danno un’idea generale delle atmosfere a cui il Nostro voleva tendere. Sottolineare piuttosto che entrare a gamba tesa, commentare senza essere invadente. La sensazione è che abbia centrato l’obiettivo.
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