Recensioni

Fu un gran bel riscaldarsi dai freddi dello scorso inverno The End Of Trying, bella prova di pianismo intimista da qualche parte tra Erik Satie e i Rachel’s. Sorprendente, anche, per il modo in cui sparigliava le carte nel contesto globale di una carriera sino a quel momento per lo più dedita a un pregevole cantautorato in moviola. Desta dunque ulteriore curiosità questa serie di riletture altrui – personaggi che gli specialisti conosceranno a menadito come Tape, Machinefabriek, Deaf Center – di composizioni che costituivano la spina dorsale di quanto sopra, secondo una prassi comune nell’ambito dell’elettronica “intellettuale”.
Ricordiamo il felice precedente System/Layers dove, con sintesi e scioltezza, si rileggevano proprio pagine dell’ensemble di Louisville e ci lanciamo dentro questi settantacinque lunghi minuti (l’edizione “fisica” è limitata a 300 copie, ma è disponibile anche il download). Nei quali dominano respiri ambientali e inquietanti gassosità, cinematismi intessuti di silenzi e drones; dove disturbi in sottofondo e minutaglia di tasti e archi levita sui grigi panorami evocati dalla copertina.
Benché per lunghi tratti piuttosto interessante, il risultato è penalizzato da eccessi di uniformità e freddezza, perciò consigliamo l’ascolto solo a chi è avvezzo a certi esoterismi sperimentali. Sfugge in ogni caso il senso dell’operazione, poiché di intervenire così su una musica già eccellentemente compiuta non si avvertiva il bisogno.
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