Recensioni

6.8

Aver a che fare con i Current 93, anche solo per lo spazio di una recensione, non è mai facile. Troppo il carisma di un personaggio come David Tibet per non lasciarsi sempre e comunque ammaliare, troppa l'attesa del nutrito nugolo di adepti al culto della sua personalissima chiesa, troppo – va sempre sottolineato – anche il talento per riuscire agilmente a imbrigliarlo in poche righe. Rispetto a episodi recenti che hanno fatto rialzare le sue quotazioni, come quando nel 2006 riuniva una pletora di amici e collaboratori per l'ottimo Black Ships Ate The Sky, qui il cantante e compositore inglese ha lavorato per sintesi, riducendo a poco più di mezz'ora la durata del disco e concentrando nell'aspetto gotico la vena creativa che pervade le sue ballate.

Non hanno perso un grammo di forza la sua dizione ieratica e il canto evocativo, e l'atmosfera è cupa, cupissima, come già la copertina fa capire, con quelle idee di croce in campo nero. Il legame con il folk qui è sottolineato dalla presenza di Lisa Pizzighella alla marimba e da Eliot Bates all'oud e al bendir, mentre il theremin affidato Armen Ra non fa che moltiplicare i fantasmi che popolano il mondo sonoro che Mr. Tibet ha generato per questo disco. Oramai il sound dei Current 93, come quello di un progetto per certi versi parallelo come i Death In June, è oramai simile solamente a se stesso, quasi che Tibet, da buon compratore e venditore di anime morte, stia sardonicamente facendo mercimonio del suo brand.

Questo non toglie assolutamente nulla a HoneySuckle AEons, che nonostante sia da inserire tra le opere minori è pur sempre un disco che mostra la stoffa di chi lo ha composto. Si potrebbe dire 'solo per completisti', salvo poi accorgersi che all'ennesimo ascolto la schiena viene ancora trapassata da un brivido. 

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