Recensioni
6.5

Residui di post-rock mescolati anni ’90 con residui di residui dark anni ’80. I Crescent sembrano essere uno dei bersagli preferiti della critica (nel senso che ne parlano male in tanti) ma almeno per questa volta ci va di difendere questa voce monotona che si avvolge intorno a un organo circolare.
Brani che fanno piacere in certi momenti un po’ così (anche se potrebbe essere una canzone unica dall’inizio alla alla fine). Il resto lo fanno percussioni ossessive, dissonanze di fiati e deliri visionari (Fountains) o incroci di contrabbasso, piano preparato e xilofono (Straight Line).
Il disco è stato registrato in condizioni precarie e in tutta fretta. Fosse stato fatto con più criterio poteva uscirne qualcosa di grande.
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