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Season Premiere è un disco d’esordio, più di preciso il disco d’esordio di Antonio Tortorello (già 7 Training Days), che qui canta in inglese ma pensa – la musica, la sua stesura/esecuzione, e i conseguenti esiti estetici della stessa – attraverso una koinè internazionale o sovranazionale che dir si voglia, che è la sua invero eccellente cifra stilistica.

Ora, più che una cifra, qui si tratta di un numero a più cifre. Perché le 9 tracce inanellate da Season Premiere hanno il pregio della varietà e il merito dell’ispirazione, e ci offrono – nelle varie Shuck, Love, Sparkles, Nineties, Bad Habits, Burning, Fearless, ecc. – un recupero perfetto e calibrato di una miriade d’influenze (vedi alla voce: My Dad Is Dead, R.E.M., Cure, Eels, National e dEUS). Inserti di trombe. Voce tristanzuola ma ficcante. Un uso dissonante e però accorto della chitarra. Dei giri di basso che ti inchiodano. Un bel lavoro alle percussioni.

Potrebbe essere la ricetta di una pietanza sonora qualsiasi, invece qui Country Feedback ci cucina un revival (ma davvero è poi tale?) super-ispirato e mai banale dei fu Nineties. Ah, il decennio di Nirvana e del grunge, del noise rock e del trip-hop, dello stoner e del cantautorato giù di corda: quelli sì che erano bei tempi!, dirà qualcuno. E in effetti, lo furono. E vale la pena riviverne il pathos e l’ethos a 360°, senza però mai scadere nel calligrafismo, come infatti fa Mr. Tortorello.

Season Premiere è un buon antidoto al tran tran della vita moderna e alla musica iper-modernista. Insomma, Country Feedback è roba forte. Ed è qui per restare. O almeno così ci auguriamo.

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