Recensioni

Antonio Tortorello aka Country Feedback torna in azione, e col nuovo disco ci offre un prontuario di rock come al solito “apparentemente” legato all’estetica lo-fi imperante una trentina di anni fa, eppure per nulla sciatto o scipito. Orson Welles, il pezzo di apertura di Intermission, riporta alla mente del sottoscritto nientemeno che i fasti, mai troppo lodati, di My Dad Is Dad a cavallo fra anni Ottanta e Novanta, per quel suo muoversi in un territorio fatto di melodie succinte ma ficcanti, suoni oscuri, esecuzioni senza fronzoli e uno spleen cantautorale poco artefatto e molto reale.
Ma in questo nuovo lavoro – a cui danno una mano i vari Costantino Mizzoni (chitarre), Massimo Ceci (batteria e percussioni), Giulio Bozzo (tromba) e Damiano Drogheo (sax) – c’è anche spazio per una quantità di sorprese, a livello di arrangiamenti, che variano la formula e la cifra stilistica del Nostro rendendola mai prevedibile: tipo il frullio di note al piano di Enemy, oppure Not Quite My Tempo, con un bel gioco di percussioni e di tromba, o ancora la notturna Nothing’s Really Changed, che riprende certe tessiture sonnambule dei Talk Talk di metà ’80 e le sposa con un ritornello arioso, trapuntato dal fraseggio di tromba. Reverse Engineering, dal canto suo, mette forse in evidenza quello che è l’asso nella manica di Tortorello, ossia la capacità di essere sempre succinto eppure lussureggiante – si ascolti qui l’uso del sax, please – creando pezzi carichi di un senso di attesa febbrile e fatalista senza però mai essere angoscianti, memore anche della lezione di sofisticazione armonica sperimentata in casa Dischord sulla materia “pop” grossomodo a metà anni Novanta.
Chiude The Shape Of Things To Come, uno degli apici del disco, con quel ritornello epidermico e il clap handing a contorno che coronano un pezzo folk spartano, cogitabondo, scuro senza mai essere tetro, che ha dalla sua una notevolissima capacità di scrittura e un’altrettanto notevole competenza nell’esecuzione, come al solito sofisticata (quando entra nel pezzo la tromba sembra per un attimo di cogliere certi sapori à la Everything But The Girl dei bei tempi che furono) ma non mollacciona. In conclusione, un gran bel disco e un cantautore in ascesa.
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