Recensioni
Riprende con la stessa andatura, il secondo self-titled dei Confusional Quartet. È il mondo che è cambiato, nei trent’anni che sono intercorsi tra i primi passi fine Settanta e il duemiladodici. Provate a sentire oggi Futurfunk, collaborazione con Sir Bob Cornelius Rifo (a.k.a. The Bloody Beetroots). A parte notare l’uso strumentale della voce (forse per la prima volta si sente una corda vocale nelle scorribande dei Consufional?), probabilmente vi risuoneranno i Battles. O, anche, ciò da cui i Battles provengono, Don Caballero, math di Chicago, eccetera.
È una bella sfida uscire dai propri ascolti e seguire i Confusional Quartet laddove ci vorrebbero portare, perché è il luogo “neutro” dove i quattro ogni volta si ritrovano, al di là dagli individuali gusti, provenienze, idiosincrasie. Certo non è facile resistere alle meccaniche e ai riflessi di chi ha in testa ascolti che hanno attraversato gli anni Novanta, specie la seconda metà. E che quindi ha sviluppato una personale storia delle idee musicali affrontando, giustappunto scandagliando quegli anni, coloro che – Tortoise su tutti – presero a piene mani la responsabilità di gestire la complessità nella musica “leggera”. Di fatto è questo il nodo: non tanto di jazz-rock si parla ma di non fermarsi alle strutture facili, come in Cani alla menta: una narrazione strumentale incentrata sul tema di chitarra e tastiera che cantano all’unisono, mentre la sezione ritmica cerca la strada pachidermica.
Di nuovo, però, One Nanosecond In Tunisia ricorda i Primus – altro riflesso quasi incondizionato dell’orecchio dell’ascoltatore, e dei neuroni dedicati alla memoria musicale. E capiamo che la storia della complessità non si è mai interrotta, e anche in virtù di questo flusso senza soluzioni di continuità i Confusional Quartet tornano a essere familiari. Specialmente in studio, dopo il passaggio instant-record di Italia Calibro X, dove i quattro fotografavano quel giorno i cui, dopo tanto tempo, si ritrovarono insieme, in sala prove, e a tutti venne naturale non parlare con le parole ma con gli strumenti, ritrovarsi suonando.
Amazon
