Recensioni

7.1

Il Fabric che va sul (poshy) d’n’b. Il segnale di una conversione al ‘brekbit’ per il mondo del ritmo 09. Noi abituati alle atmosfere deep del club ci restiamo di stucco a sentire di nuovo quelle percussioni che insistono sugli alti e quelle voci schiarite dalla sporcizia del grime. Ascoltando questo nuovo mix dei Commix è come ritornare in groppa al cavallo del rave. Ma non il nu-rave della DFA o della moda da spiaggia french touch. Qui il rave è proprio quello ‘real’, la visione tutta UK che come un’onda anomala spezza il ritmo neurotico dei nostri after.

Gli spettri sono sempre i soliti Reprazent o la jungle di Goldie & Co., solo che dai Novanta sotto i ponti è passato anche il barcone nero dell’horrorstep. E quindi oggi si esce da quell’oscurità guardando proprio al barocco del d’n’b: lingua morta che ritorna alive and kickin’. Beninteso, non ci sono solo ricordi: la nuova via è un preludio su cui riorganizzare il discorso 09. I nomi non servono, qui conta il gesto. La nuova esperienza dal pantheon del sound elettronico ci dice che tornare ai microgeneri è il nuovo paradigma. Ovviamente bisogna anche ‘avere orecchio’. E in questo, il mix riesce a catturare l’attenzione senza stancare, quasi come facevano quei fighetti dei 4 Hero: i Commix ci sanno fare. Da suonare prima e dopo il rave.

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