Recensioni

6.8

Bella cosa, ogni tanto, il progresso tecnologico: la crescente celerità nello scambio d’informazioni e la facilità nel registrare musica hanno nell’ultimo lustro abbondante agevolato le collaborazioni tra artisti geograficamente lontani. Mondo sempre più piccolo e affollato a parte, la vicenda dietro Cloudland Canyon – bellissimo nome di un luogo realmente esistente in Georgia, U.S.A. – s’inserisce in tale solco e la dice lunga sull’attitudine delle nuove generazioni: Kip Uhlhorn era chitarrista nei newyorchesi Panthers dopo uno ieri “screamo” con The Red Thread; nel 2002, durante un tour delle Pantere nel vecchio continente s’imbatte nel polistrumentisti tedesco Simon Wojan col quale inizia un fitto scambio di nastri. L’anno seguente i due si ritrovano in uno studio della Grande Mela e quanto ne esce è sottoposto a ulteriori manipolazioni che fruttano le dieci tracce di questo disco.

Ora: la Storia accerta che più un genere è di ardua definizione e osmoticamente ne ingloba diversi altri, migliore sarà l’esito finale. Il post rock costituisce prova più recente ed è giusto in quel composito calderone che si colloca la proposta di Kip e Simon, stratificazione di (Hosianna) mantra vocali e vaporosi bordoni di tastiere su cui talvolta s’inserisce una lontana melodia folk nello stile di quell’altra Bristol e della Kranky. Non solo: in Bright Beijing l’influenza ricorrente dei Labradford è condotta a estremi noise isolazionisti, mentre a mettere in chiaro altre radici “post”, echi di corrieri cosmici si levano da Opening/Ice Of Rift e Clearlight Entry, l’avanguardia classica minimale fa cadere in trance con Coastal Breathe e l’oasi di trasfigurazione alla Fahey imbrattata d’elettronica si manifesta in Field Ghost. Intrigano non poco questi requiem per madre natura – su tutto il jazz sahariano su sfondi dub Holy Canyon (Vanquish) e i Silver Apples sedati di Carolina Foxtail/Sea Chirp – nonostante la disorganicità di alcuni episodi, limite peraltro connaturato a materiali cronologicamente eterogenei. Nell’insieme, le idee sono porte con discernimento e abilità bastanti al convinto applauso e inducono la speranza che non si tratti di un isolato messaggio nel tumultuoso flusso del presente.

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