Recensioni

7

Sin troppo facile perdersi nella sterminata discografia del collettivo finlandese Circle. Infektio – pur considerando soltanto album originali e live – dovrebbe essere grossomodo il full length numero 30 o giù di lì e mostra i finnici sempre più in palla, persi nel proprio mondo sonoro.

Rispetto alle svisate hard&heavy di cui vanno fieri a tal punto da autodefinirsi “kings of the NWOFHM” (New Wave Of Finnish Heavy Metal, no?) e con cui si fecero notare agli albori della propria carriera, da molti album a questa parte i Circle prediligono forme ibride e percorsi magari meno rumorosi ma sicuramente più sconnessi ed interessanti. Ecco così che Infektio si prefigura come un disco corposo e sfaccettato, ma in cui il potenziale del sestetto si offre in versione più free, con contaminazioni jazzy, prog, addirittura afro-beat, che unite all’incedere psych-rock liberano i finnici da schemi e recinti.

La musica acquisisce pertanto un respiro più ampio e libero, permettendo ai Circle di spaziare in un sentire musicale se non originale, per lo meno personale, fatto di rielaborazioni e commistioni altamente suggestive. Pisara, dall’incedere ipnotico e orientaleggiante, la psichedelia jazzy di Saarnaaja, il mega-trip Salvos – 15 minuti di bassi pulsanti e iridescenze post-kosmische – dicono di una band persa completamente nel suo trip ma sempre totalmente godibile e allucinatoria.

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