Recensioni

Lepers Productions continua a sfornare a cadenza regolare album in free download, mescolando le carte tra i nomi del roster come se fosse tutto un carosello situazionista con cui mettere a ferro e fuoco la banalità. Insomma, c’è fermento da quelle parti, è bene tenerlo presente. Così se capita un gioiello come questo omonimo debutto per i Centauri magari non ce lo perdiamo. Artefice del progetto (scusate il termine) è il versatile Superfreak, ben noto a chi frequenta queste pagine, spalleggiato da due compagni di scorribande come Massimo De Luca e Tab Ularasa (chapeau allo pseudonimo).
Un trio insomma che in otto tracce per circa venticinque minuti di durata sbraita a livelli cosmici e con attitudine low-fi nevrastenia vaudeville strattonata psych. L’effetto che producono è strano: è come se trasformassero una bettola in un battello stellare e poi su quello decollassero per un viaggio ebbro tra scorie noise e malinconie inacidite, mescolando teatralità e trasporto, goliardia e mistero, visioni e abbandono. La opening Two Sun infila il fantasma di Barrett nel tritacarne Flaming Lips col condimento dEUS, poi Speak To Your Dead caracolla febbricitante come dei Black Heart Procession col vibrione Julie’s Haircut.
Dopodiché è un darci dentro di suite che spiana pianoforte, theremin, tromba in un vento di agra e spersa follia (Alfa Centauri A), come un cabaret sul lato scuro di una luna di cartapesta (Alfa Centauri B) che va a smorzarsi tra le braccia di un languido abbandono free (Proxima Centauri). È musica suonata con urgenza liberatoria e un pizzico di sana disperazione, aggrappata ad un pungolo amaro di provincia profonda che forse sogna di lasciarsi anni luce alle spalle, come dimostrano il barcamenarsi waitsiano in un’orgia caciarona e triste di Find Me! I Got Lost, la verve bucolica in levare di On The Road e infine il mormorio oppiaceo della conclusiva Always The Same.
Disco bizzarro, sbrigliato, intenso, meravigliosamente breve: buon decollo (e ritorno).
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