Recensioni

7.2

Nonostante l’ultimo Infanticide fosse stato pubblicato da un’etichetta attenta ai dintorni del jazz come Auand, già quel disco lasciava intuire, per Caterina Palazzi e i suoi Sudoku Killer, un terreno d’azione decisamente trasversale ai generi. Frattaglie di noise stagliuzzate da sax tenore, chitarra, contrabbasso e batteria, e quel verbo no wave ben espettorato da certi ottoni strizzati, compattavano una musica frammentaria per scelta e pungente per natura, con il jazz a garantire una buona cornice interpretativa e la libertà formale necessaria.

Mixato e masterizzato da Lorenzo Stecconi – chitarrista dei Lento, già al lavoro con artisti come Ufomammut, tanto per farvi capire l’attitudine del suono contenuto in questo disco – il nuovo album Asperger amplifica ancora di più l’idea di una musica slegata dai facili condizionamenti dei linguaggi più istituzionali e interessata solo a seguire le proprie, personalissime “malformazioni”. E così i cinque lunghi brani in scaletta, ognuno dedicato a un “cattivone” della Disney – Grimilde (Biancaneve), Jasper & Horace (La carica dei 101), Maleficent (La bella addormentata), Edgar The Butler (Aristogatti), Medusa (Le avventure di Bianca e Bernie) – trasposto in musica, si muovono magmatici e infagottati in bassi pulsanti e tellurici, progettando architetture spigolose e inquietanti. Se fosse “jazz” lo chiameremmo John Zorn, se fosse altro assomiglierebbe agli Zu, ma Caterina e i suoi mantengono quello sbuzzo narrativo voglioso di seguire intuizioni strumentali capaci di capovolgere improvvisamente il punto di vista, comunicando una certa idea di evoluzione all’interno dei brani. Un elemento che segna un’ulteriore collusione con quell’attitudine post-rock virata soundtrack già presente in passato e che in più di un frangente emerge anche da Asperger.

Secondo la diretta interessata, l’album «descrive un ulteriore passaggio dello spirito umano che, immerso nel caos sociale ed esistenziale, comincia ad essere attratto dal male». Quel che è certo è che gioca con grande consapevolezza tra vuoti e pieni, dinamiche opposte e scenari sonori differenti, confermando le ottime doti di una artista e di una formazione perfettamente calate in un’indagine musicale dalla fisicità sorprendente e certamente poco classificabile.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette