Recensioni

Due anni fa più o meno precisi usciva il settimo album di questo cantautore californiano, il doppio Big Wheel And Others, ancora una volta in bilico tra intensità d’alta scuola e Americana interlocutoria. L’enigma, insomma, rimase: Cass McCombs restò quella promessa non del tutto mantenuta, uno che procede a sprazzi, a vampe, per poi beccheggiare su un’aurea mediocritas buona a stare sullo sfondo. Il qui presente A Folk Set Apart è una raccolta di canzoni sparse – tra collaborazioni più o meno estemporanee e lati B – che se non scioglie tutti i nodi, almeno ci fa capire che avevamo intuito bene riguardo la complessità che alberga nel bagaglio espressivo del Nostro.
Diciannove tracce e uno spettacolo d’arte varia che sbalordisce. Cass mette in mostra la gioielleria meno appariscente accumulata in undici anni (dal 2003 al 2014), anche quella più spigolosa e stramba. Talora rivela una vena lo-fi punk granulosa e arrembante (la scanzonata Oatmeal, i Pavement sciroccati di A.Y.D.), facendosi aiutare casomai da Chris Cohen dei Deerhoof (nella laconica Poet’s Day e nell’esagitata An Other). Altrove snocciola piglio acidulo power-pop, come nella accattivante Evangeline (in combutta coi Meat Puppets), una intrigante vena demodée come nello shuffle à la Mungo Gerry di Three Men Sitting On A Hollow Log (assieme al venerabile Michael Hurley) e attitudine dreamy come in Twins (tipo i Big Star glassati Badly Drawn Boy).
Tutto gradevole e intrigante insomma, ma quando il registro si fa più grave va ancora meglio, come nelle variazioni sul tema della tenerezza malinconica Elliott Smith di Minimum Wage, The State Will Take Care Of Me e Lost River / Old River, azzeccando l’equilibrio tra essenzialità e languore nella splendida If You Loved Me Before… (assieme ai White Magic). C’è anche posto per uno sketch impressionista dal lirismo sgangherato come Texas, architettato assieme a Mike Gordon dei Phish, anche se l’apice della scaletta coincide forse con l’accorata Bradley Manning, ballad dal passo quasi younghiano dedicata alla celebre ex-militare dissidente USA.
Per quanto mi riguarda, è la raccolta di McCombs che ho ascoltato con maggior godimento. Sembra quasi – è solo un’impressione – che l’abbia pubblicata col preciso scopo di farci capire con chi abbiamo realmente a che fare.
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