Recensioni

6.5

L’electro-pop non morirà mai. Passano gli anni, le mode, le fidanzate, gli scandali italiani, e l’electro-pop è lì, scintillante e immarcescibile. Perché quel suo calore intimo da cameretta dell’infanzia trova il proprio carburante in quell’immenso – e lucroso – serbatoio di mercato rappresentato dai Nostalgici, ovvero coloro che arrivano tardi all’appuntamento con la storia – da qui forse il loro amore per qualsiasi cosa sia “tardo”: tardo-adolescenziale, tardo-romantico, tardo-autunnale – e rimangono lì, con le pive nel sacco, a sospirare lacrimucce e occasioni perdute.

I Nostalgici ci piace immaginarli mentre si commuovono all’ascolto di Murmurs, l’esordio targato Temporary Residence Limited di Caroline, talentuosa cantautrice elettronica – come dire, l’amore raccontato ai tempi dei computer portatili – che ha stregato parecchie persone al di là e al di qua dell’Atlantico. Le canzoni dell’artista nippo-americana, infatti, hanno una confezione digitale che sembra fatta apposta per fare stragi di cuori tra i suddetti Nostalgici. All I Need parte sinuosa nella strofa, per poi aprirsi in un ritornello che riassume in un solo colpo tutta l’affascinante lezione dei Telefon Tel Aviv. Stesse atmosfere, nebulose ed intriganti, per Drove Me To The Wall, praticamente la colonna sonora perfetta per qualche telefilm da programmazione pomeridiana estiva. E pazienza se, in una successione di potenziali singoli estremamente raffinati, spunta pure Where’s My Love, una non troppo convincente raccolta di emozioni a buon mercato, che qualcuno definirebbe con queste memorabili parole: “Stille di elettronica spumeggiano radiose, lo xilofono dipinge con tinte sfavillanti, un piccolo folletto saltella su una tastiera e ci rimangono le sue note soavi”. Chiaro il concetto, no? Le nostre orecchie erano ancora deliziate dalla bellezza del brano precedente, Sunrise, per poter infierire più di tanto su una piccola caduta di tono.

Murmurs è allora un cd che farà la felicità di coloro che prima di andare ad una festa si chiedono incessantemente “Mi si noterà di più se ci vado o se resto a casa?”. Siete davvero sicuri di voler una risposta?

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