Recensioni

No, davvero. Come si fa a recensire il disco di Carla Bruni restando seri? E’ la terza volta che esce un disco della modella che era leggendaria per essere un asso a suonare piano e chitarra ad orecchio. Solo che questa volta la BMG ci sta provando alla grande, e pazienza se Carla Bruni non sia assolutamente in grado di cantare (a tratti la cosa è persino imbarazzante).
La registrazione è opaca e fumosa, per rafforzare l’immagine da chanteuse, come se stesse suonando per noi in camera da letto (che poi è l’obiettivo di tutto il disco). Inutile negare che a nessuno gliene frega niente delle canzoni. Immaginarsi questa supermodel algida in sottoveste mentre miagola in francese farà vendere uno sfracello. Quelqu’un M’a Dit non vende musica. Vende un sogno.
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