Recensioni

7.1

E’ una bella sorpresa, il primo EP di Niccolò Lavelli pubblicato sotto il moniker Calvino. Quattro brani ovattati e garbati, onirici e lentissimi, che descrivono malinconie e solitudini tutte metropolitane ma musicalmente lontane dal caos edonistico della Milano da cui proviene il musicista. Lavelli sembra quasi un Dino Buzzati prestato alla canzone d’autore, più che il Calvino della ragione sociale, assorto in un universo narrativo surreale, bambinesco e morbido al tatto, in cui la quotidianità diventa motivo di stupore e di riflessione – il valzer giocattolo su piano elettrico di Nella città, con un Luigi Tenco sotteso che non dispiace affatto – ma anche un silenzio necessario e ingombrante. L’amore in aria, primo singolo del disco, ha l’aspetto di un ragtime semiserio, Il clochard e la Senna è una versione dei Baustelle per abat-jour e battito cardiaco, I Fantasmi sta a metà strada tra un Adriano Modica meno psichedelico e certa canzone d’autore anni Sessanta.

Al disco partecipano Federico Bortoletto e Filippo Corbella, parti integranti di un progetto che vorrebbe – citiamo le note stampa – “descrivere l’assenza”. Obiettivo raggiunto, a nostro avviso, con la postilla di testi come “nella città puoi passare attraverso le pareti / nella città puoi parlare ai vetri / nella città puoi far finta di essere senza cuore / nella città ti mostrano i denti con grandi sorrisi / tu mi avvisi / quando si può uscire” che, oltre all’assenza, rimandano anche a un dialogo interiore particolarissimo. Un bell’antipasto, in attesa di un disco lungo che, a questo punto, vorremmo davvero prossimo.

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