Recensioni

Vincent Cacchione arriva da Brooklyn via New Jersey e dopo una serie di uscite minori, eccolo alla prova della lunga distanza. Escapismi, beat rallentati, atmosfere crepuscolare per undici tracce che ricordano tanto gli Stereolab (quanto stanno riemergendo le loro influenze?), quanto i dichiarti idoli Pavement, per il modo di cantare strascicato e – soprattutto – per questa capacità di far apparire poetici testi che in realtà nascondono un certo umorismo sardonico e cinico (vedi un titolo come Somebody To Use o un "You got a telfon heart and nothing sticks t you/I think I want one too" su Teflon Heart).
Accanto a queste basi, wave nervosa d'annata (This Summer I'll Make It Up To You), hook pop su chitarre slabbrate e un incedere europop (Hazy Girls), pianismi più propriamente indie (All The Beautiful Things In The World). Se passate oltre una somiglianza vocale con Justin Timberlake e avete una nostalgia da teenager (che pervade tutto il disco nonostante Cacchione sia più verso i trenta), allora potreste anche trovarvi qualcosa di più di un disco da una botta e via.
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