Recensioni

7.3

Dopo le prove con l’amico Sylvian nel progetto/supergruppo Nine Horses, Friedman ritorna al progetto di produzione in solitaria, riunendo una congrega di musicisti dai palati completamente diversi: Steve Spacek, la voce soul dalla Island; Enik, il produttore dalla krautissima Monaco; Barbara Panther, la cantante dal cuore di Berlino, al suo esordio su disco; Theo Altenberg il sempreverde berlinese già frequentatore di comuni hippies negli anni Settanta, amico di Joseph Beuys e fondatore del gruppo ambient Oder Nice; il cantante d’opera americano Daniel Dodd-Ellis. Queste menti/voci, aggiunte ad altri strumenti tra cui clarinetto, violini, chitarre e diavolerie electro, vanno a comporre il magma su cui il Nostro costruisce visioni di un dub influenzato dall’elettronica per l’ambiente e dal soul/jazz.

Un modo di svincolarsi dalle sonorità di questo 2007 (electro)dub, una strada che differisce dalle tendenze grime/dubstep (Burial e soci) o mat/hop (Anticon, Subtle e compagnia) che stanno spazzando e facendo nascere nuovi semi nella sempre mutante storia della black music. Where Should I Go è un richiamo a quello che Tricky ha annunciato con il suo album più oscuro, quel Pre-Millennium Tension snobbato da molti, ma che ha previsto molte delle incrinature musicali (e non solo) che stiamo vivendo oggi, Machine In The Ghost è un inno acoustic-blues con richiami e sonorità che toccano la voce di Cat Power (stupenda l’interpretazione di Barbara Panther) e degli arrangiamenti che ricordano (guardacaso) i Police più wave. A Walk With Me manca solo la parola Fire per diventare un lamento adatto alle atmosfere dark di Lynch, Need Is All You Love un dub-blues da scaricatori di porto per il prossimo disco di Tom Waits con un Theo Altenberg in estasi.

Un gioco cine-dub che rimescola titoli e sonorità jazz (in particolare gli ultimi lavori di Sylvian) con un gusto soul-funk deciso (ascoltate ad esempio la misuratissima grazia di Healer, o il riff incalzante di basso di Thumb Second), colonna sonora cool piena di suoni acustici e voci da gustare con calma. Un maestro del nu-dub che attende pazientemente 6 anni per scolpire in studio un disco eccellente. In un mondo fatto di produzioni velocissime e di singoli che si susseguono ormai alla velocità del suono, Friedman ci riporta a un artigianato produttivo basato sulla qualità e sulla meditazione. Una via da seguire.

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